Storia - Le Origini del Nome

GRANCIA: origine di un nome

 

Un antico atto di vendita di beni, datato del XIII secolo e pubblicato dal prof. Brentani nel

Codice Diplomatico ticinese porta il nome del Comune; questo induce a pensare che la

storia di Grancia cominci ad essere scritta settecento anni fa.

Diverse le versioni sull’origine del nome Grancia, trasformatosi nel tempo da Granza

(1460); Lagrancia (1599); Lagrantia (1659) e più tardi in La Grancia.

Indicativo è lo stemma del Comune, suddiviso verticalmente in tre parti, con ai lati due

pannocchie gialle in campo blu ed al centro la spada di S.Cristoforo:

 

San Cristoforo è il patrono della nostra Chiesa e viene menzionato già negli “Atti”

(raccolti ed ordinati dal Dott. Santo Monti (1892-1894), delle visite di Mons.Niguarda,

vescovo di Como, alle parrocchie ticinesi (1590). In questi Atti si trova la descrizione

della chiesa, nella quale vigeva “l’obbligo” di Messa due volte l’anno, dedicata a San

Cristoforo e rinnovata verso il XVI secolo;

 

Il miglio sembra invece ripreso dall’antico nomignolo “Panighei”, dato agli abitanti del

luogo, dove vaste erano le coltivazioni di questo cereale. Nutrimento principale erano

infatti un tempo “castegn e panigh”. Secondo l’armoriale dei Comuni ticinesi di Gastone

Cambin, il nome del paese deriverebbe da granaio, perché anticamente da Brusi

mpiano erano portati grandi quantitativi di grano che venivano macinati nei mol

ini esistenti lungo la roggia del Pian Scairolo, di cui Grancia era il principale deposito.

Altre fonti fanno invece pensare che i monaci del convento di Torello possedessero

parecchie terre nel Pian Scairolo e laddove essi edificarono una casa e una cascina per la

raccolta del panico, del fieno e delle castagne, maggiori risorse della zona, nacque il primo

nucleo (la Barina), di quello che è oggi il nostro Comune.

 

La storia di Grancia, come quella di altri comuni della zona, è sicuramente legata al

convento di Torello, dove nel 1169 Sebastiano della Torre (nobile famiglia originaria di

Mendrisio), fondò un monastero che il vescovo di Como, Guglielmo della Torre, ampliò nel

1218. Nel 1226 ne consacrò la chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo. Per molto

tempo la festa dell’Assunta fece affluire in processione tutta la gente del Pian Scairolo e

della collina al monastero di Torello, dove vivevano i monaci, chiamati Canonici Regolari di

S.Maria di Torello, ordinati secondo le regole di Sant’Agostino.

 

Nel 1226 alla morte di B.Guglielmo tutti i suoi beni in Carabbia, Carona, Grancia e Barina

vennero legati al Convento e queste comunità, che vengono sempre indicate separatamente nel atti del tempo, erano obbligate a pagare un canone annuo quali fittavoli per i beni di Torello, fino al 1852 quando lo Stato, con una famosa e discussa legge, abolì i

monasteri, ne proibì la fondazione di nuovi e incamerò tutti i beni delle varie congregazioni

ticinesi.

Così finì anche il collegio Sant’Antonio di Lugano, fondato nel 1586 dai Gesuiti, con le rendite appunto del Convento di Torello.

 

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